L’acqua corrente è diventata un lusso

Uno dei più grandi bacini d’acqua del pianeta, il lago Aral, nel 1960 presentava un’estensione di circa 68000 kmq; oggi si è ridotto di  circa l’80%, cioè dire misura 54000 kmq. in meno!

Allo stesso modo la foresta amazzonica, tra il 2000 ed il 2006 ha perso circa il 60% della sua estensione.  Dall’altra parte del mondo negli Emirati Arabi interi pezzi di mare vengono eliminati realizzando isole artificiali, un po’ kitch, per realizzare ciclopiche speculazioni edilizie.

Dati questi piuttosto gravi, che testimoniano come sia oramai non più eludibile un ripensamento  dei modelli di gestione e sfruttamento delle risorse naturali, senza il quale l’umanità si avvierà verso un lungo periodo di gravi tensioni sociali e di conflitto, i cui effetti già si cominciano ad intuire anche attraverso il fenomeno della migrazione di massa  che aggredisce i Paesi del benessere.

In questo processo, oltre che i problemi dell’energia rinnovabile, del fotovoltaico, del nucleare pulito, non può essere trascurato quello della disponibilità di acqua. Della quale, ricordiamoci, siamo costituiti all’80 %, e della quale molta parte della popolazione mondiale non dispone in misura adeguata se non ne è totalmente priva.

Quindi non solo non possiamo sprecarla, noi che ne disponiamo per il momento quasi a volontà,  ma dobbiamo pensare al nostro stile di vita  come un fattore in grado di incidere anche sui fenomeni naturali che con l’acqua interagiscono.

E non vi è dubbio che incuria, pressapochismo, nichilismo, portano a sperperare una grande quantità di questa preziosa risorsa. Basti pensare alle reti di distribuzione urbana che perdono una rilevante quantità del liquido, o quello che la natura, attraverso le piogge, mette a disposizione e che non utilizziamo adeguatamente.

La gran parte delle abitazioni utilizza acqua potabile per  gli scarichi sanitari e per irrigare i giardini, quando un sistema ragionato di raccolta della acque di pioggia o di riciclo di quelle di scarico, potrebbe benissimo assorbire una parte non trascurabile di questo fabbisogno.

Allora, il tema della sostenibilità deve essere esteso (lo è negli ambienti culturali più avvertiti) anche alla gestione del ciclo dell’acqua. Che è tema coinvolgente anche settori della produzione, dell’economia, dell’urbanistica e dell’architettura.  Solo per fare un esempio, giustamente gli strumenti di pianificazione urbanistica prescrivono la presenza di ampie aree verdi per ogni abitante. Bisogna contemperare questa necessità con il fatto che  queste aree  presuppongono un’adeguata disponibilità d’acqua per il loro mantenimento, specie quando vi siano ampie zone di prato. Vi è lo spazio e la possibilità, per la ricerca agronomica, di poter selezionare piante che possano vivere e svilupparsi con ridotto apporto idrico.

E’ certamente possibile per l’industria pensare ad elettrodomestici che, così come consumano meno energia elettrica, richiedano minori quantità d’acqua. Allo stesso modo per i rubinetti erogatori che già esistono in commercio. E perché non pensare ad un esteso recupero d’acqua dall’umidità dell’aria, attraverso la condensazione?

Se pensiamo a questo scenario, si comprende bene come esso rappresenti, oltre che una necessità, anche un’opportunità di crescita e sviluppo per l’intera economia mondiale. Che i Governi hanno il dovere d’incentivare, se non obbligare, anche partendo dalle cose banali.

SEDE OPERATIVA
Via Indaco, 23 (Spazio SAL)
95129 Catania - Italy

SEDE LEGALE
Via S. Gaspare Bertoni, 5
95030 Tremestieri Etneo (CT) - Italy

T +39 095 5183405
M +39 335 5266293

© 2012 Scannella Architects - P.IVA: 04042850877 | C.F.: SCN GPP 53M21 C351 E