Tecnici o politici? Sì alle competenze

I lettori di questo quotidiano avranno notato, da un certo periodo a questa parte, un consistente incremento delle notizie che hanno per argomento questioni  legate allo sviluppo urbanistico ed edilizio.

Possiamo far iniziare questo periodo dalle scorse elezioni amministrative, quando le professioni tecniche pubblicarono gli esiti di un sondaggio circa i temi del rapporto tra i cittadini ed appunto il governo del territorio. Con risultati interessanti che sono agli atti; tra tutti, il dato che su gli altri emerse, fu quello che gran parte dei cittadini dichiararono di sentirsi  maggiormente e più efficacemente tutelati se di questi temi gli attori principali fossero stati i professionisti invece che i politici. Segno che, malgrado pervicaci campagne di delegittimazione, il legame fiduciario tra il cittadino comune e la classe tecnico-professionale non si è mai interrotto anzi, viste le prove date dalla politica, semmai rafforzato.

Questa riaffermata fiducia ha posto le basi per un rinvigorimento delle azioni pubbliche che le professioni tecniche hanno posto in essere, azioni che, adeguatamente veicolate, le hanno riportate non solo al centro del dibattito, ma addirittura al ruolo di promotori  di esso.

E’ il caso della proposta di un rinnovamento ed integrazione del Regolamento Edilizio Comunale della Città di Catania in attesa della sospirata esitazione della revisione del cinquantennale Piano Regolatore, è il caso della discussione sulla necessità di una nuova organica Legge sul Governo del Territorio, è il caso dei ragionamenti sul cosiddetto Piano Casa.

Sarà un caso, ma alla proposta degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di spingere verso una revisione del Regolamento edilizio anticipata rispetto a quella del PRG, in uno concreta e provocatoria, si è riscontrata la pubblica adesione di settori importanti della politica e dell’amministrazione cittadina; si è riscontrata più che positivamente la condivisione, anzi l’accelerazione, dell’Associazione dei Costruttori. Sulla nuova Legge del Governo del Territorio  si sono registrate importanti aperture da parte di autorevoli esponenti del Governo Regionale. Anche sul tema dei Lavori Pubblici, in qualche misura, le organizzazioni tecniche sono riuscite a segnare qualche punto verso un suo miglioramento. Sul Piano Casa vi sarà a giorni un importante seminario dove il mondo della professione si confronterà con quello politico ed universitario, con l’obbiettivo di evidenziarne gli aspetti positivi e le criticità per contribuire, se possibile, ad un suo complessivo miglioramento.
Certo, la tentazione di piegare questo nuovo spirito concertativo verso qualche piccolo interesse di bottega sicuramente rimarrà, come è naturale che vi sarà la tentazione di appropriarsi di qualche idea o iniziativa.

Ciò è comunque positivo, perchè vuol dire che le idee, se buone e motivate, avranno più possibilità di trasformarsi in atti concreti; vuol dire che si stà faticosamente riconquistando un interesse collettivo verso queste problematiche, per loro stessa natura intrinseche al concetto di “polis”, e vi è la speranza che, in un futuro non troppo lontano, tutti gli attori del processo di sviluppo della Città riconquistino una visione etica del proprio ruolo, attenta cioè agli interessi più generali e non solo a quelli ( pur legittimi) particolari.

Senza tirare nessuno per la giacca.

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