Abbiamo scritto che la città è quasi un organismo vivente, che nasce, cresce, a volte muore. E’ un organismo che cambia nel tempo, ed in questo suo crescere e cambiare, nella velocità con cui ciò avviene si può misurare il suo dinamismo. Che spesso, almeno per le esperienze a noi più vicine, non sempre è un fatto positivo; perchè ciò significa a volte dilatazione senza misura, crescita senza qualità, consumo inutile di territorio.
A volte questa crescita è invece frenata solo da tabù come la conservazione ad ogni costo che, escludendo la tutela della storia delle città e quindi della sua espressione fisica, è un comodo alibi per il mantenimento di sacche di degrado urbano o lo sfruttamento, fino all’ultima conseguenza, di speculazioni realizzate negli anni del boom.
Altre città nel mondo, anche portatrici di storie millenarie, hanno il coraggio di cambiare, di interrogarsi sul modo di cambiare , di immaginare e sperimentare soluzioni per una crescita che può essere esponenziale.
Tokio è una di queste: una città di dodici milioni di abitanti concentrati sullo 0,6% del territorio giapponese, riesce a crescere riducendo al minimo possibile il consumo di suolo. Tokio cresce sottoterra, Tokio cresce in altezza e cerca di crescere con l’obbiettivo di ridurre progressivamente, attraverso il cambiamento, il suo impatto eco-biologico, il rischio legato al suo stare in una delle aree sismicamente più pericolose del mondo.
Crescita che è basata su un sistema infrastrutturale, prevalentemente sotterraneo, che le consente di avere un tasso di utilizzo delle automobili private pari al solo 6 % della popolazione residente. Tale è infatti l’efficienza del trasporto pubblico da aver trasformato l’auto in un mezzo di trasporto non competitivo sul piano della velocità e dell’efficienza. La rete infrastrutturale sotterranea, fatta dalla metro, ma anche da autostrade , offre insieme velocità di trasferimento, puntualità e servizi collegati di qualità. E’ possibile trovare nei sotterranei di Tokio librerie, luoghi di ritrovo, ristoranti, persino coltivazioni di riso, sistemi per la sicurezza sismica, come un mondo parallelo dove dilatare lo spazio vitale all’insegna della qualità della vita.
Mondo vitale parallelo alla città di superficie, che invece cresce in altezza, realizzando grattacieli di alto profilo architettonico, che mettono insieme efficienza strutturale, efficienza energetica, qualità dello spazio, qualità artistica degli edifici.
Tutte le più grandi star dell’architettura mondiale hanno costruito o stanno costruendo dei grattacieli a Tokio. Edifici che brillano per design ed eco-compatibilità, e perchè no, del lusso. Il Giappone, Tokio, ha mutuato dal mondo statunitense il fatto di non costruire per un tempo infinito, ma per la trasformazione continua, solo che in questo processo ha inserito la ricerca del miglioramento globale del costruito e non solo la moltiplicazione della ricchezza. Non a caso a Tokio è stata costruita la Cocoon Tower, dello studio Tange Associates, premiato con l’Emporis Skyscraper Award quale miglior grattacielo tra i 238 costruiti nel 2008 in tutto il mondo. Un prodigio di design tecnologia, vetro ed acciaio, che è un incubatore di intelligenze nei settori della moda, della medicina, dell’informatica. Un emblema della strategia dello sviluppo per il futuro prossimo venturo, al centro del quale c’è l’uomo ed il miglioramento della sua vita.







