Arabia Saudita, ore 8,30 del mattino. John Smitt esce di casa e con una scheda magnetica chiude porte e tapparelle, nel frattempo l’impianto di climatizzazione si mette al minimo e tutte le utenze elettriche che non servono si spengono. Nello stesso tempo si attiva l’impianto d’antifurto e dal frigorifero parte l’ordine per gli acquisti alimentari.
Scende in metropolitana e con la stessa tessera magnetica acquista il biglietto –virtuale- per il viaggio, pochi minuti.
Arrivato alla sua postazione, con la scheda magnetica accende il computer da cui, prima di iniziare la sua giornata di lavoro, controlla un’ultima volta che a casa sia tutto in ordine, grazie ad un sistema di telecamere collegate alla rete che controllano gli spazi.
Nel frattempo dalla strada si sente un concitato avvicinarsi di sirene della polizia, che poco dopo cattura un pericoloso criminale, della cui presenza è stata informata grazie ad un sistema di telecamere pubbliche dotate di riconoscimento facciale automatico .
Nel pomeriggio, dopo aver ritirato la spesa ordinata tramite il frigorifero rientra in casa e si rilassa davanti alla Tv dalla quale, grazie sempre alla stessa scheda magnetica, scarica musica degli Abba e guarda il Tg della sua New York ovviamente in inglese, attendendo di procedere alla visita virtuale del Museo del Prado, programmata qualche giorno prima.
Fantasie? Sappiamo bene che molte di queste tecnologie sono già in uso: quello che è meno noto è che nel mondo, specie in quello che consideriamo -a torto- meno evoluto del nostro, stanno sorgendo una dopo l’altra intere città pensate e costruite per funzionare attraverso Internet ed il cablaggio integrato. Città pensate per consumare meno energia possibile, anzi per produrla ricavandola dal sole, dal vento. Città pensate per produrre anche conoscenza ed innovazione .
Scenario affascinante e forse anche un pò inquietante, per la sensazione di essere sempre e comunque controllati, anche se ai fini della sicurezza e della possibilità di accedere a servizi di pregio ed a basso costo.
I Paesi del Medio Oriente stanno facendo a gara nel programmare la nascita di queste città , che nascono già con un piano finanziario finalizzato alla produzione di utili. Utili paragonabili a quelli derivanti dal petrolio, destinato ad esaurirsi tra non molto tempo.
La città di King Abdoullah Economic City - Kaec- in Arabia Saudita, sarà pronta tra una decina d’anni, integralmente cablata ed interconnessa, insieme a Masdar City, a tante altre , tant’è che una delle più grandi aziende mondiali del cablaggio e telefonia del mondo, la Cisco System, si attende guadagni, nei prossimi due tre anni, di oltre 250 milioni di dollari da queste realizzazioni.
E l’Italia, la nostra Sicilia? Noi ancora ci interroghiamo se un sottotetto possa essere o meno reso abitabile, o se si possa edificare una villetta in un piano di lottizzazione con la DIA o occorra la Concessione Edilizia.
Il che equivale a dire che mentre una parte del mondo, da noi non particolarmente distante, declina al futuro quasi futuribile la sua dimensione civica e sociale, attraverso il sistema insediativo ed infrastrutturale, qui ci arrovelliamo intorno a questioni che sanno di naftalina e cari (?) ricordi.
E dire che, attraverso il filtro del nostro millenario DNA culturale, potremmo essere i protagonisti, il faro che dovrebbe guidare l’uomo verso il futuro. Magari un pò più umano di quello totalmente elettronico.







