BEZOS E GLI ALTRI (professione come il sesso virtuale ai tempi di internet)

Le possibilità offerte dall’informatica modificano continuamente le relazioni tra persone, oltre che il mondo della scienza, della cultura e dell’informazione. Sicuramente le opportunità di conoscenza sono molto aumentate e con esse il livello medio della democrazia globale, basta ricordare le rivoluzioni nate da un tweet… Tuttavia, le difficoltà di controllo sui sistemi di veicolazione delle informazioni qualche problema creano, vedi le manipolazioni del caso di Cambridge Analytica e il suo ruolo condizionante, quale broker di dati, nelle ultime elezioni USA. Problema simile nell’ambito del commercio, nel quale le vendite on-line -anch’esse condizionabili- stanno creando non pochi problemi al sistema distributivo tradizionale e anche alla sua deformazione liberista/capitalista dei grandi centri commerciali. Accade, anche nel mondo dell’editoria; sempre più quotidiani e giornali on-line e meno copie stampate con crisi che hanno interessato testate di grande livello, alcune delle quali hanno saputo prendere atto della tendenza e rinnovarsi, altre fanno più fatica… Una contraddizione si misura nel mondo dei libri; non è passato molto tempo da quando, grazie a device sempre più leggeri e sofisticati, si proponevano libri digitali (gli e-book) in luogo dei volumi cartacei, più comodi si diceva… Ebbene le ultime rilevazioni mostrano una importante inversione di tendenza: i libri di carta tornano appetibili; sarà perché si possono stropicciare, perché la carta emana un piacevole odore, perché ci si può scriver sopra o perché, in fondo, sono anche oggetti visibili che rappresentano un ricordo, un’emozione e nessun aggeggio può sostituirsi a questo. Lo stesso fenomeno si sta verificando, sempre più intensamente, nel campo dei servizi alla persona e delle consulenze, anche quelle professionali. Internet consente ad una platea molto vasta di utenti, indipendentemente dal luogo di residenza, di avere accesso a contatti con professionisti e servizi posti nei più disparati angoli del pianeta e viceversa: una causa ed effetto della #globalizzazione e questa richiesta del mercato ha spinto verso una sua organizzazione. Sono nati e continuano a nascere una serie di portali che mettono insieme domanda e offerta, purtroppo quasi sempre con la caratteristica di offrire prestazioni al più basso costo possibile, con buona pace delle minime condizioni di affidabilità e qualità. Un mercato che in Italia sta interagendo negativamente con una sua condizione strutturale fortemente negativa e il settore che interessa gli architetti ne costituisce un esempio emblematico: richieste di servizi a basso costo, professionisti in difficoltà che si svendono sulle piattaforme pur di sopravvivere; la chiusura del cerchio! E’ un fenomeno che non possiamo al momento bloccare ma dovremmo sforzarci di controllare. Ora, ricordando l’esempio degli e-book e dei libri di carta, in un recente articolo su “il Giornale” una docente in Organizzazione e risorse umane della Bocconi -Beatrice Manzoni- ci ricorda che la comunicazione tra le persone è più efficace se esse sono “vicine” in senso fisico e psicologico; siano cioè in una condizione di prossimità che possa favorire lo svilupparsi di relazioni empatiche e, quindi, l’instaurarsi di un sistema fiduciario che è indispensabile nei rapporti tra cliente e professionista intellettuale. C’è da immaginare perciò che, superato l’effetto #moda” e verificati i problemi che incontrollati rapporti a distanza possono dare si ritornerà, come nei libri, a contatti diretti nei quali la “Rete” assolverà alla funzione di rendere più facile la conoscenza, l’informazione. Fino ad allora però, dicevamo, il fenomeno va governato, certamente nell’interesse dei progettisti ma, di più, nell’interesse della società. Allora bisognerà che si costruisca, al più presto, una piattaforma istituzionale, un portale dedicato, in concorrenza con le Amazon piccole e grandi che si stanno affollando, nel quale domanda e offerta delle prestazioni professionali possano incontrarsi, avendo chiaro -l’una e l’altra- chi si ha davanti, quali siano i termini della prestazione, a quali garanzie reciprocamente si ha diritto. Siamo in ritardo su questo e lo siamo ancora di più se si considera che possediamo già gli strumenti operativi per poterlo far partire: abbiamo l’accesso alla Rete, “conosciamo” nel dettaglio i professionisti, sappiamo come mettere in relazione le informazioni, possiamo offrire adeguate garanzie. D’altronde, se si considera l’elevato numero di professionisti presenti in Italia e l’insufficiente dimensione della richiesta di servizi, creare da noi le premesse per l’estensione del bacino di mercato, che internet permette, in condizioni di certezza e chiarezza e governarla invece che lasciarla ad altri, mi parrebbe una necessaria evoluzione del sistema professionale, assolutamente di buon senso.

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